lunedì, 14 luglio 2008
author: ThePlayerOne @ 14/07/2008 17:42
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Ma in realtà cosa ne voglio sapere io di tutto questo. La complessità, le guerre stellari. Se non siamo nati per questo, ci sarà un motivo che ci porta così giù.

Sembra sempre troppo tardi per smetterla di pretendere umanità da se stessi, e troppo presto per lasciarci andare a questi dannati fanali accesi, pronti ad investirci.

Ma io non ho paura dei mostri, ho i vestiti adatti.
Loro avevano solo le luci accese, eppur ci scrutavano.

Se solo questo buio non accecasse anche la mia anima, potrei camminare tentoni nella speranza di trovare una forma di villania che non mi offenda nei momenti di intensa voglia del nulla.

E tu li avevi, ma non volevi darmeli. Ora che non servono, io li cerco, disperatamente. Forse è l'unico motivo per rendermi ancora vivo. Torna indietro, e lasciami di nuovo. In questo autunno sarebbe tutto più semplice.

Se non fosse per il caldo, avrei freddo.
Quanta acqua mi sarà rimasta?

Un grattacielo, un finanziere, la gestione delle contraddizioni.
E tu avevi i vestiti adatti, per queste guerre.
domenica, 27 aprile 2008
author: ThePlayerOne @ 27/04/2008 23:07
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Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo...




...sarà per questo che c'è sempre qualche blogger che mi investirebbe come a Frogger...
sabato, 19 aprile 2008
author: ThePlayerOne @ 19/04/2008 17:47
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La violenza è dappertutto. La violenza è il rubinetto dal quale fuoriesce il flusso di energia negativa in eccesso.





Il videogioco è simulazione idraulica.
martedì, 15 aprile 2008
author: ThePlayerOne @ 15/04/2008 14:42
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Ecco, mi accingo finalmente a postulare il mio MEME, simpaticamente affidatomi da ipocondriaca. Ma come ogni altra cosa che faccio, devo potergli dare quel tocco personale che lo distingue, se non altro perchè non sono capace di seguire nessun tipo di regola scritta e morale, se non quelle che io stesso creo per me, in modo molto poco ironico e troppo seriamente.

Pertanto non mi andrà di dire le sei cose che mi piacciono fare, ma piuttosto le N cose che amo negli altri, e con gli altri. Perchè penso che il rapporto umano sia alla base di ogni scossa umorale, di ogni stato d'animo, e dell'andamento della propria vita. Ancor prima degli hobby, del modo di pensare e di qualsiasi altra cosa.

Per cominciare amo quel momento di sintonia che si crea tra le persone, che siano due, tre o tante. Sono momenti molto brevi rispetto alla nostra intera vita, in cui si pensa di stare veramente bene, ma la caudicità della vita ci insegna che l'attimo la fa da padrone, e che non bisogna perderlo, e viverlo. Forse la nostra vita è proprio scandita dalla continua ricerca di questi piccoli e brevi momenti che entrano nell'immaginario individuale e collettivo. E diventano delle piccole storie che vorremmo raccontarci per sempre.

Amo la capacità di divertirsi, che è secondo me direttamente collegata con la leggerezza del proprio essere. Quanto più capisci l'importanza del sapersi mettere in discussione senza cadere in baratri di dolore, e riesci a sdrammatizzare situazioni e stati d'animo, tanto più sarai capace di sorridere alla vita. Che attenzione non coincide assolutamente con la mancanza di rispetto, ma piuttosto quell'equilibrio che ti permette di stimare in quanta misura puoi stare bene senza calpestare gli altri.

Io non vivo senza la cultura. E per cultura intendo ogni espressione vitale veicolata attraverso i più disparati e variegati strumenti a disposizione dall'uomo e per l'uomo. Anche un commento al mio blog è cultura. E la cultura stessa è vita. Io vivo come un vampiro per arricchirmi della cultura degli altri, riciclarla come denaro sporco e crearne una nuova, mia, personale. La cultura è l'unica cosa che davvero riesce a commuovermi.

Infine io amo la donna, ma non come oggetto sessuale e nemmeno come espressione retorica, ma come elemento di completamento dell'essere. Chi ti ama senza riserve, e ti fa sentire ogni giorno il sussurro del "ti accetto così come sei, senza il bisogno che tu faccia alcunchè" rappresenta il completamento stesso della vita. Completamento che per me è rappresentato dalla donna, appunto. Ma è tanto bello, quanto avaro. E raro. Forse illusorio

Finendo di scrivere, non mi sento di delegare a nessuno il mio MEME, ma piuttosto di ringraziare chi negli ultimi giorni sta animando almeno in parte le mie giornate, seppur virtuali, in un periodo che sento di oscillare tra il frustrante e l'ingiusto. Ringraziamenti che non mi va di rendere pubblici, ma che so arriveranno nella mente di chi sà.
lunedì, 14 aprile 2008
author: ThePlayerOne @ 14/04/2008 13:44
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Le mie manie di protagonismo e di megalomania hanno fondamenti infantili, esattamente quando ho cominciato a considerare il videogioco come guida morale e spirituale.

 In particolare la mia voglia di conquistare, gestire, popolare e disfare a piacimento il mondo è stata nata con Populous, che con un interfaccia semplicissima mi permetteva di decidere la sorte di tantissime persone. Io ero Dio. Uccidevo e creavo a piacimento, e quando ero annoiato mi bastava permere il tasto "apocalisse", e tutto finiva. Per poi ricominciare.



 Più tardi mi sono interessato allo sterminio degli alieni, con X-Com: Enemy Unknown. Armavo i miei uomini e li mandavo in missione senza curarmi dei loro diritti umani, contro orde scatenate di mostri potenti e senza scrupoli che venivano da un pianeta lontano senza nessuna intenzione di dialogare. Se non con armi laser e bombe all'idorgeno. E nelle fasi più avanzate manipolando le menti dei poveri soldati per portarli al suicidio e alla pazzia. Anche qui pochi tasti mi permettevano di decidere il destino del mondo. E ricordo ancora l'atmosfera cupa e apocalittica infusa in quegli ambienti metropolitani disfatti e martoriati dalle guerre. Che bella sensazione.



Quando invece ero di buon umore preferivo costruire città, ferrovie, autostrade e tante belle cose, per poi vedere dall'alto del mio potere crescere il mio paesino, a città, a megalopoli. Con Sim City 2000 veniva fuori il mio lato materno, in cui avevo voglia di prendermi cura dei miei cittandini e donargli sicurezza, futuro e benessere.



 Con i primi malanni ho ho cominciato ad interessarmi di salute, e Theme Hospital è diventato il mio punto di riferimento. Ho imparato a costruire ospedali, assumere dottori ed infermiere, a creare strutture che permettessero a tutti di risolvere i loro problemi fisici e mentali , e assicurargli una vita sana e tranquilla. Ma nei miei ospedali non tutti potevano entrare. Chi non mi ispirava fiducia o non mi piaceva non era ben accetto. E io avevo il diritto di scegliere chi curare o meno. I più simpatici erano sempre i pazienti con la testa enorme, che andavano sgonfiati e rigonfiati con criterio. E quando non avevo voglia di felicità assumevo medici incompetenti che rovinavano intere esistenze, intere famiglie.



 Quando poi ho capito che non potevo limitarmi a controllare solo alcuni singoli aspetti dell'umanità, sono passato a civlizzare interi popoli dalla nascità fino al loro declino. Civlization II mi ha visto maturare le mie idee come autorità. Ed è stato il mio maestro su come, un giorno, gestirò il mondo intero. Un manuale sulle teniche di gestione e conquista del mondo. E della luna.



 E quando sarò soddisfatto di me stesso scenderò dal trono e mi dedicherò alla felicità dei miei bambini, costruendo il parco più bello dell'universo, in cui i miei dipendenti saranno gli schiavi extraterrestri che avrò catturato e sottomesso.  Avrò imparato da Theme Park.



Non dimenticatevi il mio nome. Perchè saprete come ho fatto a diventare
Dio.